Tempi duri per chi fa strategie social pure su Facebook?
Facebook cambia e lo fa in piccole mosse, ma sempre più grandi diventano le conseguenze. Quello che piano piano vedo è che Facebook fa (giustamente) sempre di più i propri interessi, monetizzando la presenza delle aziende, in particolare spingendole a comprare pubblicità. Occorre dire anche che in alcuni casi difende l’esperienza online dei propri utenti, spesso eccessivamente spammati.
Eventi come il Forum della Comunicazione sono “molto istruttivi”…
come faceva notare LaFra in un Tweet molto efficace:
Ci risiamo “Bisogna cambiare la logica del spray and pray” e “Basta basarsi sulle impression”: possiamo parlare di COME farlo? #fd10tag
Si organizzano questi eventi istituzionali in cui parlano esperti che hanno a malapena un account su Twitter, cravattoni come qualcuno li ha definiti.
Ebbene a questi eventi si incontrano tra loro, quelli che sanno COME farlo, ma che tipicamente non sono invitati a parlare su quei palchi.
Molti di loro sono giovanissimi: lavorano presso le agenzie di marketing e pubblicità.
Fanno tutti i giorni e con scioltezza SEO, Community Management, Ads su Facebook, etc per conto dei loro capi (appunto senza neppure un account Twitter, che non vuol dire niente di per sè, sia chiaro).
Per questo sono contento di segnalare la nuova avventura dell’amico e collaboratore Michele Polico, Young Digital Lab, un nuovo modello formativo dedicato alla comunicazione al tempo del Social Web, in cui a parlare sono tutti esperti (sotto i 30 anni, quasi come me insomma…eheh)
Chiaccherando con un cliente lo scorso Dicembre, discutevamo dello stato del suo account aziendale Twitter (in inglese, pubblico internazionale). Io mi chiedevo se avesse senso tutto quel uso dei Reply (almeno il 70% dei tweet) e il fatto che non fosse chiaro chi parlasse in prima persona. La sua risposta è stata:
quello che mi sembra stia accadendo su nostro account Twitter è che le persone vogliono semplicemente esserci, avere una risposta dal Brand. Noi ci comportiamo di conseguenza…
Cavolo, è vero. La strategia pensata per loro poteva essere giusta a Giugno, ma a Dicembre? Naaahh!
Corporate Blog
Avere un Corporate Blog? Nel 2009 tutti a dire: sfigati!
Adesso: beh però è sempre un “luogo unico a cui far riferimento“, “il posto dove far sapere il punto di vista del Brand sul mondo“…
Zappos insegna, inchiniamoci ai maestri:
E poi quanto è carina Melissa del Blog team?
Insomma non c’è una regola generale per cui una cosa è giusta è sbagliata nel Social Media Marketing…
Dipende da tantissime cose: dal contesto, dal pubblico, dal Brand e sopratutto dai tempi.
Pronti a cambiare la vostra pagina Facebook dopo soli 3 o 4 mesi?
“Non utilizzo Google Wave perché lo usano in pochi e francamente non ho ancora capito come farlo…”
Lo pensi anche tu?
Hai l’occasione di cambiare idea al Barcamp su Google Wave e il Cloud Computing!
Battezzato da GDA con il titolo “Onde nelle Nuvole“, si terrà Sabato 20 Marzo 2010, dalle 10:00 alle 13:00 presso l’Università degli Studi – Dipartimento di Crema in via Bramante 65, 26013 Crema
Gli operatori di telecomunicazioni aspirano a posizionarsi sui servizi a valore aggiunto da tempo, per elevarsi nel settore che ora li vede spesso (ma non sempre!) come dei semplici tubi, spettatori di un vorticare incredibile di servizi.
Se guardo al Web2.0 e al Social Networking trovo servizi dedicati a qualsiasi cosa: amicizia, vino, viaggi, professioni, etc. etc. Ogni ragione è buona per “entrare in contatto” con qualcuno!
E’ curioso pensare come invece gli operatori siano seduti sulla più grande e meno sfruttata rete sociale di tutti i tempi: quella delle telefonate!
Io telefono a te, tu a un altro, che chiama me, che chiamo a mia volta un amico, che chiama te…
Pensa ad una rete sociale che cresce ad ogni telefonata.
Alternativamente pensa ai guai quando improvvisamente compare l’amante di uno nella sua rete…eheh
E’ possibile sfruttare questa rete senza danni letali?
Domenica ero in visita alla mostra di Calder a A Roma con l’amico Giacomo Bruno & family. Devo dire che ho trovato alcune delle sue opere meravigliose. Ma in tutta umiltà e sincerità, solo alcune di quelle presenti.
Di fronte ad un’opera in particolare tiro fuori il cellulare con un riflesso incondizionato e tento di fare una foto. Gesticolando una giovane e graziosa guardia mi segnala che non è possibile fare foto.
Peccato
Peccato ho pensato. Peccato per il museo…
La foto con il mio commento estasiato sarebbero finiti su Flickr, Friendfeed, Facebook, il mio Blog, Twitter, Plaxo, etc, etc. Complessivamente un migliaio di persone che potenzialmente avrebbero potuto vederli. Peccato perché anche molte di loro hanno un migliaio di contatti sui vari canali e così via.
Quanti avrebbero saputo della mostra, delle opere e la mia disinteressata opinione? O andavano tutti a stamparsi la foto 1m x 1m ad alta definizione per appendersela in camera?
Continuate così
Invece no cari amici del Palazzo delle Esposizioni, continuate così: affidatevi solo ai volantini, ai depliant, ai cartelloni pubblicitari, alle riviste e alla TV. Efficaci! O magari al vostro bel sito, statico ed impersonale, pieno di belle fotine, chiuso a qualsiasi commento, manco un “Condividi su Facebook”!
Ovviamente questa non è la foto dell’opera in questione, ma una che viene da Wikipedia.
PS
Ci saranno sicuramente delle scottanti e valide motivazioni, probabilmente accordi di copyright o cose simili, scusate lo sfogo, volevo solo dimostrare un punto qui…
Ok, I love my Kindle.
Nice usability and huge availability of books and info-products that, IMHO, is the real Amazon added value.
I currently have KINDLOADED a few books, since I am finishing out the backlog of smelly and space killing paper books.
Possible improvements? Please dear guys at Amazon, find below some suggestions (possibly they are already in place, or already in your plans)…
Presents
Allow my poor wife to send me an eBook as a present and to have it downloaded directly on my Kindle with some sort of nice messaging.
ScreenSaver
Allow me to decide if I really want to have the faces of some already dead and quite pale authors as a screensaver, since I would rather opt for the front cover of the last eBook I’m reading…
Go social
Amazon is a social network now, you know that, right? Otherwise read this.
Very well, then let me see my friends own comments on the page I am reading right now! A sort of collaborative reading/studying of a single book…
Da Ottobre a Dicembre 2009 ho distrattamente messo in una scatola di cartone tutti i volantini pubblicitari, incluse le buste contenenti richieste mai autorizzate, spesso di soldi, proposte di prestiti, cure di bellezza (!) o altre follie.
Insomma, durante le vacanze decido di buttare il tutto e per curiosità peso la scatola: ebbene 5,2 kg di carta!
E’ spaventoso: surgelati, ipermercati in cui non vado mai, offerte completamente inutili e fuori target (cioè: di cui non me ne frega nulla)…
Solo nel mio palazzo (a Cernusco sul Naviglio, MI) ci sono 29 famiglie che per 5kg fa 145 kg di carta!!!
Tutta sprecata per quanto mi riguarda. Ma io mi rifiuto di parteciparvi!
Ci vorrebbero delle liste di preferenza o degli adesivi sulle cassette delle lettere con il simbolo delle cose a cui si è interessati, tipo: ELETTRONICA/ARTIGIANI/SURGELATI per istruire i “postini pubblicitari”. Utopia?
So che non si dovrebbero leggere due libri insieme (anche 3 o quattro insieme a dire il vero). Ma leggermi Crush It di Gary Vaynerchuk sul Kindle è una goduria vera e propria! Non vedo l’ora di terminare il mio backlog di odiosi, puzzolenti, ingombranti, inquinanti e pesanti libri cartacei e leggerli solo in formato elettronico…
mai contattare un autore proprio mentre sta scrivendo il suo nuovo libro, ma solo dopo, quando lo sta promuovendo!
I Curriculum Vitae sono morti
Un CV sta al Personal Branding quanto un sito statico personale sta ad un Blog o ad un bell’account Twitter.
Hai anche tu come me un CV che comprende una lista di impieghi e per ciascuno un elegante elenco delle attività più importanti e rappresentative?
Ebbene serve solo all’ufficio del personale per memorizzarlo nei loro archivi.
A lungo andare sarà fin troppo simile a quello di tutti quelli che fanno il tuo lavoro: zero distinzione, zero competizione.
Un CV vivente
Come dice Gary sviluppare un Personal Brandin Online è la stessa cosa di avere un CV che vive e respira proprio in questo preciso istante. Tutte le volte che mostri perché sei unico, diverso, migliore con un commento, un articolo, un video: stai nutrendo il tuo CV vivente e probabilmente gli stai trovando degli amici…
[Due chiacchere prima, se vuoi subito il concetto vai al prossimo paragrafo]
Che bello aver consegnato tutti i capitoli del libro all’Editore.
Abbiamo anche pubblicato l’elenco dei contributor esterni, davvero “succoso”…
In arrivo anche quello delle interviste speciali che saranno contenute nel libro…
Anticipo solo che una riguarda dei famosi guerrieri giapponesi!
Ora sono più rilassato e posso dedicarmi ad alcuni progetti sul tema
In questi giorni sto leggendo alcuni nuovi favolosi libro sul Personal Branding: Trust Agents di Chris Brogan. Sono solo al secondo capitolo e mi vorticano già in testa una moltitudine di spunti. Che palle non averli letti prima e messi nel libro… Vabbè finiranno nella seconda edizione!
Trust Agents
Chris Brogan è un genio. E’ il mio idolo e molti lo sanno già. Vorrei a volte essere metà lui e metà Gary Vaynerchuk (e un altra metà bello). Ma fa niente…
Veniamo al dunque. Chris parla di capitale sociale in maniera un po’ differente.
Anni fa lo associavo “solo” alle persone che uno conosce (primo tipo).
Poi grazie a Guy Kawasaki imparo che contano di più quelli che conoscono te (secondo tipo).
Infine quello di cui parla Chris: una barzelletta!
Una barzelletta?
Uno studio del 2002, 40.000 barzellette. Questa vince con 2.000.000 di voti:
Due cacciatori nel bosco. Uno ha un collasso. Non sembra respirare e ha gli occhi vitrei. L’altro agitato chiama subito il pronto soccorso e esclama: “Il mio amico è morto! Che posso fare?” L’operatore: “Si calmi, posso aiutarla. In primo luogo si assicuri che sia davvero morto”. Dopo un po’ di silenzio si sente uno sparo: “Fatto… e ora?”
Una barzelletta è capitale sociale. Ha un valore no? Ti fa ridere, ti fa sentire meglio: ehi te l’ho raccontata io! E’ un mio capitale sociale e ora è anche tuo. Grazie ad Internet la racconto a tutti quelli che leggeranno questo post. Ecco: ho già moltiplicato il capitale.
Che dire allora di un favore? E se ti offro una birra?
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