Il Social Network più grande del mondo: le telefonate

Gli operatori di telecomunicazioni aspirano a posizionarsi sui servizi a valore aggiunto da tempo, per elevarsi nel settore che ora li vede spesso (ma non sempre!) come dei semplici tubi, spettatori di un vorticare incredibile di servizi.

Se guardo al Web2.0 e al Social Networking trovo servizi dedicati a qualsiasi cosa: amicizia, vino, viaggi, professioni, etc. etc. Ogni ragione è buona per “entrare in contatto” con qualcuno!

E’ curioso pensare come invece gli operatori siano seduti sulla più grande e meno sfruttata rete sociale di tutti i tempi: quella delle telefonate!
Io telefono a te, tu a un altro, che chiama me, che chiamo a mia volta un amico, che chiama te…

Pensa ad una rete sociale che cresce ad ogni telefonata.
Alternativamente pensa ai guai quando improvvisamente compare l’amante di uno nella sua rete…eheh

E’ possibile sfruttare questa rete senza danni letali?
:)

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Calder, Roma: musei e le foto proibite delle opere

Domenica ero in visita alla mostra di Calder a A Roma con l’amico Giacomo Bruno & family. Devo dire che ho trovato alcune delle sue opere meravigliose. Ma in tutta umiltà e sincerità, solo alcune di quelle presenti.
Di fronte ad un’opera in particolare tiro fuori il cellulare con un riflesso incondizionato e tento di fare una foto. Gesticolando una giovane e graziosa guardia mi segnala che non è possibile fare foto.

Peccato

Peccato ho pensato. Peccato per il museo…
La foto con il mio commento estasiato sarebbero finiti su Flickr, Friendfeed, Facebook, il mio Blog, Twitter, Plaxo, etc, etc. Complessivamente un migliaio di persone che potenzialmente avrebbero potuto vederli. Peccato perché anche molte di loro hanno un migliaio di contatti sui vari canali e così via.
Quanti avrebbero saputo della mostra, delle opere e la mia disinteressata opinione? O andavano tutti a stamparsi la foto 1m x 1m ad alta definizione per appendersela in camera?

Continuate così
Invece no cari amici del Palazzo delle Esposizioni, continuate così: affidatevi solo ai volantini, ai depliant, ai cartelloni pubblicitari, alle riviste e alla TV. Efficaci! O magari al vostro bel sito, statico ed impersonale, pieno di belle fotine, chiuso a qualsiasi commento, manco un “Condividi su Facebook”!

Calder
Ovviamente questa non è la foto dell’opera in questione, ma una che viene da Wikipedia.

PS
Ci saranno sicuramente delle scottanti e valide motivazioni, probabilmente accordi di copyright o cose simili, scusate lo sfogo, volevo solo dimostrare un punto qui…

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Amazon Kindle – Why don’t you?

Ok, I love my Kindle.
Nice usability and huge availability of books and info-products that, IMHO, is the real Amazon added value.
I currently have KINDLOADED a few books, since I am finishing out the backlog of smelly and space killing paper books.

Possible improvements? Please dear guys at Amazon, find below some suggestions (possibly they are already in place, or already in your plans)…

Presents

Allow my poor wife to send me an eBook as a present and to have it downloaded directly on my Kindle with some sort of nice messaging.

ScreenSaver

Allow me to decide if I really want to have the faces of some already dead and quite pale authors as a screensaver, since I would rather opt for the front cover of the last eBook I’m reading…

Go social

Amazon is a social network now, you know that, right? Otherwise read this.
Very well, then let me see my friends own comments on the page I am reading right now! A sort of collaborative reading/studying of a single book…

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La vera Spam arriva a mano: 5 kg in tre mesi!

Da Ottobre a Dicembre 2009 ho distrattamente messo in una scatola di cartone tutti i volantini pubblicitari, incluse le buste contenenti richieste mai autorizzate, spesso di soldi, proposte di prestiti, cure di bellezza (!) o altre follie.

Insomma, durante le vacanze decido di buttare il tutto e per curiosità peso la scatola: ebbene 5,2 kg di carta!
Oltre 5kg di spam cartacea in tre mesi
E’ spaventoso: surgelati, ipermercati in cui non vado mai, offerte completamente inutili e fuori target (cioè: di cui non me ne frega nulla)…
Solo nel mio palazzo (a Cernusco sul Naviglio, MI) ci sono 29 famiglie che per 5kg fa 145 kg di carta!!!
Tutta sprecata per quanto mi riguarda. Ma io mi rifiuto di parteciparvi!
Ci vorrebbero delle liste di preferenza o degli adesivi sulle cassette delle lettere con il simbolo delle cose a cui si è interessati, tipo: ELETTRONICA/ARTIGIANI/SURGELATI per istruire i “postini pubblicitari”. Utopia?

Almeno i siti che mostrano i volantini online sono una realtà e, forse, una speranza…

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I Curriculum Vitae sono morti – Da Crush it di Gary Vaynerchuk

So che non si dovrebbero leggere due libri insieme (anche 3 o quattro insieme a dire il vero). Ma leggermi Crush It di Gary Vaynerchuk sul Kindle è una goduria vera e propria! Non vedo l’ora di terminare il mio backlog di odiosi, puzzolenti, ingombranti, inquinanti e pesanti libri cartacei e leggerli solo in formato elettronico…

A proposito di Gary:
Il sempre attento Tagliaerbe mi ha “fregato” sul tempo con una bell’intervista
Così imparo la lezione:

mai contattare un autore proprio mentre sta scrivendo il suo nuovo libro, ma solo dopo, quando lo sta promuovendo!

I Curriculum Vitae sono morti

Un CV sta al Personal Branding quanto un sito statico personale sta ad un Blog o ad un bell’account Twitter.
Hai anche tu come me un CV che comprende una lista di impieghi e per ciascuno un elegante elenco delle attività più importanti e rappresentative?
Ebbene serve solo all’ufficio del personale per memorizzarlo nei loro archivi.
A lungo andare sarà fin troppo simile a quello di tutti quelli che fanno il tuo lavoro: zero distinzione, zero competizione.

Un CV vivente

Come dice Gary sviluppare un Personal Brandin Online è la stessa cosa di avere un CV che vive e respira proprio in questo preciso istante. Tutte le volte che mostri perché sei unico, diverso, migliore con un commento, un articolo, un video: stai nutrendo il tuo CV vivente e probabilmente gli stai trovando degli amici…

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Tre tipi di Capitale Sociale: Trust Agents – Spunto #1

[Due chiacchere prima, se vuoi subito il concetto vai al prossimo paragrafo]

Che bello aver consegnato tutti i capitoli del libro all’Editore.
Abbiamo anche pubblicato l’elenco dei contributor esterni, davvero “succoso”…
In arrivo anche quello delle interviste speciali che saranno contenute nel libro…
Anticipo solo che una riguarda dei famosi guerrieri giapponesi! :)

Ora sono più rilassato e posso dedicarmi ad alcuni progetti sul tema
In questi giorni sto leggendo alcuni nuovi favolosi libro sul Personal Branding: Trust Agents di Chris Brogan. Sono solo al secondo capitolo e mi vorticano già in testa una moltitudine di spunti. Che palle non averli letti prima e messi nel libro… Vabbè finiranno nella seconda edizione!

Trust Agents

Chris Brogan è un genio. E’ il mio idolo e molti lo sanno già. Vorrei a volte essere metà lui e metà Gary Vaynerchuk (e un altra metà bello). Ma fa niente…
Veniamo al dunque. Chris parla di capitale sociale in maniera un po’ differente.

  1. Anni fa lo associavo “solo” alle persone che uno conosce (primo tipo).
  2. Poi grazie a Guy Kawasaki imparo che contano di più quelli che conoscono te (secondo tipo).
  3. Infine quello di cui parla Chris: una barzelletta!

Una barzelletta?

Uno studio del 2002, 40.000 barzellette. Questa vince con 2.000.000 di voti:

Due cacciatori nel bosco. Uno ha un collasso. Non sembra respirare e ha gli occhi vitrei. L’altro agitato chiama subito il pronto soccorso e esclama: “Il mio amico è morto! Che posso fare?” L’operatore: “Si calmi, posso aiutarla. In primo luogo si assicuri che sia davvero morto”. Dopo un po’ di silenzio si sente uno sparo: “Fatto… e ora?”

Una barzelletta è capitale sociale. Ha un valore no? Ti fa ridere, ti fa sentire meglio: ehi te l’ho raccontata io! E’ un mio capitale sociale e ora è anche tuo. Grazie ad Internet la racconto a tutti quelli che leggeranno questo post. Ecco: ho già moltiplicato il capitale.
Che dire allora di un favore? E se ti offro una birra?

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Colpo al bunker – Molinari risponde

Oggi sulla Gazzetta.it, domande in diretta dei lettori, al co-campione del mondo…

La mia domanda:

Cosa hai pensato al bunker prima di tirare fuori quella palla e metterla in bandiera? Dove trovi quella calma e quella determinazione?

Freancesco risponde:

Ciao Luigi, In quei momenti si è talmente concentrati che pensi solamente a eseguire il colpo, pensavo a come mettere la palla vicina alla buca, alla pendenza del green e allo swing che dovevo fare per tirare un bel colpo. La calma si apprende per esperienza, soprattutto nei tornei grandi, la determinazione penso che sia in ogni sportivo. Un saluto

Ok, non era una domanda brillante, ma quel gesto che mi ha davvero impressionato.
Un mito…

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Personal Guerrilla Marketing: il Marketing Non Convenzionale di Se Stessi

Quando introduco il Personal Branding insisto molto su una delle strategie fondamentali: condividere informazioni e competenza, usando le potenzialità dei Social Media.
Ma nella nostra società in cui siamo tutti bombardati da stimoli è difficile che il tuo Pubblico stia lì sempre pronto ad ascoltarti o a leggere i tuoi articoli, vedere i tuoi video o seguire i tuoi Tweet.

L’opportunità di essere notati

Una soluzione può essere quella di attirare l’attenzione, di usare per certi versi il megafono, ma mai risultando invadenti o pedanti. Piuttosto è meglio divertire con idee sempre diverse e innovative.
In questo senso capita a proposito un articolo di Maurizio Goetz che conia la “Opportunity to get noticed“:

Qualcosa di leggermente diverso dalla visibilità. Riguarda l’opportunità di essere scelti in rete in un intervallo di tempo ragionevolmente lungo, fra diverse opzioni alternative. Significa essere inseriti fra i preferiti e non ci sono trucchi che tengano…

Guerrilla Marketing

Una delle forme più in voga di Marketing Non Convenzionale, parte dal presupposto di inventare delle strategie creative e virali per superare l’inferiorità militare (finanziaria) delle piccole e medie imprese contro un nemico molto più forte (il mercato). Deriva il proprio nome dal termine “guerrilla” dei Contras, che identifica la forma di guerra condotta con mezzi non convenzionali, da truppe irregolari, con pochi mezzi ed un nemico soverchiante.
L’obbiettivo trasportato al Marketing è quello di utilizzare la creatività, in maniera per certi versi aggressiva, per far leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici del proprio Pubblico e conquistarlo (frasona presa in prestito, ma non ricordo dove, forse Mirko Pallera con cui ho avuto uno scambio su questi concetti).

Personal Guerrilla Marketing

Personal Guerrilla MarketingMa quando si parla di diffondere il Brand di una persona fisica, di Personal Branding?
Una sorta di Guerrilla Marketing del singolo, un miracolo che genera grande visibilità e spesso enorme successo, nel bene o nel male.
Come è avvenuto per fenomeni (involontari?) quali Susan Boyle o Chris Crocker dopo il video “Lasciate stare Britney Spears“!
Ma anche quelli più “normali”, eppure molto efficaci, quali: il CV cantato di Alec Biedrzycki, la Mappa dei Social Network di Vincos, Michele Ampollini che ha reso famoso il suo sito Lupo Ululi grazie al mitico video dei segnali degli aerei o a Serena Basetti quando con il suo provocatorio Mi vendo per un posto di lavoro da cui è scaturito anche un libro!

Nei prossimi mesi ho intenzione di approfondire queste strategie e quindi sto pensando di dargli un nome (un Brand?) per identificarlo e comunicarlo con semplicità, magari anche uno migliore di Personal Guerrilla Marketing (anche se non è male visto che fa pendant con Personal Branding).
Inizialmente avevo pensato a Rambo Marketing, ma non è piaciuto al Funky Professor

Tu hai un idea migliore?

Osservazioni

  1. Il Personal Guerrilla Marketing non deve essere visto come una strategia per costruire un Personal Brand, ma come un possibile mezzo per diffonderlo. Sono due cose ben diverse.
  2. La creatività, l’umorismo, la sopresa sono caretteristiche del Marketing Non Convenzionale: le migliori azioni di Personal Guerrilla Marketing sono quasi avvenute per caso!
  3. La viralità non è prevedibile, ma non è impossibile…
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Giuro che farò migliori presentazioni

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Laura Scimone: un percorso guidato alla scoperta del fenomeno

Laura ha una webcam…
Ha anche un suo canale youtube e una pagina MySpace.

Personalmente alterno tenerezza, shock e sorrisi (il mashup dei Griffin in fondo è spettacolare).
Il punto è che questa roba sta girando da pazzi su TUTTI i social media: tutto in tempo reale!
E una pagina spontanea su Facebook ha già più di 20.000 fan…
Sembra quasi un’operazione di guerrilla marketing!

Laura Scimone si presenta:


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