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	<title>100Log &#187; reputazione</title>
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	<description>Il Blog di Luigi Centenaro</description>
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		<title>Reputazione OnLine e Fumetti</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 07:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding Online]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe ferrario]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Mauric]]></category>
		<category><![CDATA[Licia Troisi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Porto questo caso (segnalatomi dall&#8217;amica Ilaria Mauric, Web Designer, ma anche grande appassionata di fumetto) come ennesimo esempio di come i Brand su Internet siano definiti dagli utenti e come questo valga anche per le persone.
Se leggi i vari commenti sui Blog delle persone coinvolte, noterai anche uno dei principi fondamentali riguardo alla reputazione su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Porto questo caso (segnalatomi dall&#8217;amica <a href="http://is.gd/1N9eI">Ilaria Mauric</a>, Web Designer, ma anche grande appassionata di fumetto) come ennesimo esempio di come i Brand su Internet siano definiti dagli utenti e come questo valga anche per le persone.<br />
Se leggi i vari commenti sui Blog delle persone coinvolte, noterai anche uno dei principi fondamentali riguardo alla reputazione su online: </p>
<blockquote><p>la Rete non è il bar sotto casa, le cose che scrivono su di te rimangono &#8220;in Google time&#8221;&#8230;</p></blockquote>
<h4>Un mondo emerso</h4>
<p>Tutto parte dalla celebre collana fantasy &#8220;Cronache del mondo emerso&#8221; di Licia Troisi: un successo tutto Italiano e così grande che è stato trasformato in un bellissimo fumetto edito dalla Panini, disegnato da Giuseppe Ferrario, che tra l&#8217;altro fa una timida strategia di Personal Branding con <a href="http://giuseppeferrario.canalblog.com/">un Blog</a> pieno di bellissimi disegni.<br />
Nota: altro spinto dalla curiosità mi sono comprato i primi tre libri e ne sono rimasto travolto: brava Licia!</p>
<h4>Ma emerge un mondo sommerso&#8230;</h4>
<p>Peccato che qualcuno inizia a intravedere <span id="more-596"></span>delle <a href="http://community.disegnomanga.it/profiles/blogs/gli-erroricopiature-del-mondo">incredibili copiature e le pubblica</a>: con l&#8217;aiuto di altri utenti emergono veri e propri ricalchi di Miyazaki, Naruto e altri!<br />
La rete, capito? La rete scopre somiglianze e mette in luce la faccenda, non i professionisti, gli editor, la casa editrice, etc.</p>
<h4>Reputazione</h4>
<p>E&#8217; evidente che la reputazione di tutti è in gioco (quella di Licia indirettamente, ma non vedo come possa essere ritenuto responsabile chi vende i diritti ad una casa editrice).<br />
Non vorrei essere nei panni di nessuno di loro, che sembrano tutti professionisti eccezionali, con anche un&#8217;ottima presenza sul Web (ad esempio <a href="http://www.liciatroisi.it/blog/2009_07_22/situazioni-spiacevoli/">Licia</a> e <a href="http://prontoallaresa.blogspot.com/2009/07/prima-di-cominciare-chiariamo-un-punto.html">Recchioni lo sceneggiatore</a>). </p>
<h4>Aggiornamento 1:</h4>
<p>La Panini intanto <a href="http://www.paninicomics.it/web/guest/news?id=20066">ha sospeso la pubblicazione</a>.</p>
<h4>Aggiornamento 2:</h4>
<p>Ho finito di leggere anche la trilogia di Dubhe!<br />
Fantastica, grazie Licia: avevo smesso di leggere il genere per colpa di Eragon&#8230;.</p>


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		<title>Effetto Domino su YouTube</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 07:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding Online]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[domino]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Lo so lo so, ne parlano già in molti e non dovrei rimbalzare questo tipo di notizie&#8230;
Ed infatti sono stato subito punito: ieri sera ho scritto tutta la storia e Corriere.it l&#8217;ha pubblicata proprio questa mattina quando avevo programmato il Post!</p>
<p>Però comunque voglio parlarne brevemente. E non solo perché almeno rinnoviamo il set di esempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so lo so, ne parlano già in molti e non dovrei rimbalzare questo tipo di notizie&#8230;<br />
Ed infatti sono stato subito punito: ieri sera ho scritto tutta la storia e <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_16/pizzo_qualita_youtube_c0c1b876-2a85-11de-a92d-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere.it</a> l&#8217;ha pubblicata proprio questa mattina quando avevo programmato il Post!</p>
<p>Però comunque voglio parlarne brevemente. E non solo perché almeno rinnoviamo il set di esempi da utilizzare quando suggeriamo alle aziende di frequentare i Social Media PRIMA di averne davvero bisogno.<br />
Sopratutto per sottolinare un discorso di <em>Reputazione</em> (uno degli aspetti più importanti del <a href="http://www.centenaro.it/2008/ebook-personal-branding-con-i-social-media/" target="_blank" title="eBook gratuito, Personal Branding con i Social Media">Personal Branding</a>), dei due personaggi coinvolti, perché questo è il lato della storia che pochi hanno colto&#8230;</p>
<h4>La storia</h4>
<p>Per farla breve <em>due imbecilli</em> che lavorano presso una filiale di una nota catena di pizzerie americana, la <a href="http://www.dominos.com" target="_blank">Dominio&#8217;s Pizza</a>, si filmano mentre fanno delle <a href="http://www.goodasyou.org/good_as_you/2009/04/video-let-the-dominoes-appall.html" about="_blank" title="Vedi tutti i Video">orribili porcherie</a> con il cibo dei clienti.<br />
<img src="http://www.centenaro.it/wp-includes/images/dom_pizza.jpg" alt="Comunicazione di Domino Pizza" class="InPost"></p>
<h4>La reazione</h4>
<p>Domino&#8217;s Pizza, terrorizzata, prova lentamente a reagire e parte con una campagna di comunicati stampa in cui prova a rassicurare i clienti e sottolinea che l&#8217;evento è isolato e non può mettere in cattiva luce 125.000 dipendenti, etc. etc.<br />
Apre anche un <a href="http://twitter.com/dpzinfo" target="_blank">timido account su Twitter</a> per rispondere a domande e dubbi dei singoli&#8230;<br />
Ma è già tardi, <strong>danno di immagine fatto</strong>.</p>
<h4>Sconsideratezza?</h4>
<p>I due vengono identificati (anche dagli utenti del primo sito in cui è comparso il video!), licenziati e citati per danni&#8230;<br />
La richiesta che gli viene fatta dall&#8217;azienda ma anche da tutti noi è: &#8220;<strong>ma perché?</strong>&#8221;<br />
Totale incompetenza per i meccanismi dei Social Media? Uno scherzo tra amici? Una messa in scena?<br />
Loro rispondono che era solo uno scherzo e che non hanno mai servito ai clienti quel cibo&#8230;</p>
<p>Ad ogni modo l&#8217;ennesima storia di un licenziamento per &#8220;incauto uso di YouTube&#8221; e similari, con danno per l&#8217;immagine di tutti, dipendenti inclusi: <a href="http://www.wcnc.com/news/local/stories/wcnc-041409-mw-dominos.d6131911.html" target="_blank">i loro nomi e foto anche sulle news locali</a>!<br />
Che fai in questo caso? Cambi città? Nazione? E dove lavori se non puoi più neanche fare un &#8220;Mac Job&#8221;&#8230;</p>
<p>Fra cinque anni forse queste cose non succederanno più?</p>


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		<title>La marca chiamata te: il Personal Branding con il Web2.0</title>
		<link>http://www.centenaro.it/2008/la-marca-chiamata-te-il-personal-branding-con-il-web20/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 20:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding Online]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mi ha impressionato un vecchio articolo di Tom Peters, CEO di FastCompany, pubblicato in un insospettabile 1997, con il titolo The Brand Called You, “la marca chiamata te”.
Ti consiglio vivamente di leggerlo, perché anche 10 anni dopo, si rimane ancora colpiti dall’attualità degli argomenti.
Peters prevedeva un futuro in cui la nostra attività lavorativa sarebbe stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha impressionato un vecchio articolo di Tom Peters, CEO di FastCompany, pubblicato in un insospettabile 1997, con il titolo <a href="http://www.fastcompany.com/magazine/10/brandyou.html" title="The Brand Called You, Tom Peters, CEO di FastCompany" target="_blank">The Brand Called You</a>, “<em>la marca chiamata te</em>”.<br />
Ti consiglio vivamente di leggerlo, perché anche 10 anni dopo, si rimane ancora colpiti dall’attualità degli argomenti.<br />
Peters prevedeva un futuro in cui la nostra attività lavorativa sarebbe stata principalmente consulenziale: prestatori d&#8217;opera, freelance, telelavoratori, magari senza un&#8217;azienda di riferimento. Largamente sostenuta dall&#8217;informatica.<br />
Se ci penso il telelavoro e il fiorire di iniziative quali <a href="http://www.eLance.com" target="_blank" title="eLance.com">eLance.com</a>, sembra confermare tale tendenza. Ma anche le grandi aziende si stanno tutte strutturando in questo senso, trasformando gli impiegati in tanti singoli imprenditori interni.<br />
Certo non è ancora vero per tutti, ma lo è per molti.</p>
<p>In un contesto come quello, la differenza (il motivo per cui un cliente, interno od esterno alla mia azienda, decide di scegliere i miei servizi invece che quelli altrui), la fa la mia reputazione o meglio, la reputazione del mio <em>Personal Brand</em>, la mia <em>Marca</em> personale.</p>
<p>Come diceva lo stesso Peters, qualsiasi sia la mia estradizione o età, io sono il presidente, amministratore delegato e responsabile Marketing dell’azienda chiamata “<strong>Io Spa</strong>”.<br />
Occorre comportarsi come i grandi brand: guadagnare visibilità, far parlare di se..</p>
<h4>Passaparola</h4>
<p>Ma cosa definisce la tua reputazione?<br />
No, non è certo il tuo Curriculum.<br />
Le tue referenze, quelle sì.<br />
Le cose che sai e che dimostri di sapere.<br />
Le cose che hai fatto e che dimostri di saper fare.<br />
Ma sopratutto quello che la gente dice di te.</p>
<p>Tutte cose facilmente gestibili nell&#8217;epoca del Web2.0, i Social Media o il Web Sociale che dir si voglia, dove il passaparola è parte del sistema, le opportunità di condivisione sono infinite.<span id="more-60"></span><br />
Il Web2.0 è la rete fatta da utenti come te proprio perché esistono strumenti per creare e per distribuire i tuoi contenuti e per creare relazioni.<br />
Del resto non c’è niente di nuovo, come sanno bene i professori e i ricercatori universitari: pubblicare un articolo su una rivista di fama significa ottenere un incarico, finanziamenti e successo.</p>
<p>Ovviamente la strategia principe è il Social Networking, tipo Linkedin.<br />
Visto che ho già tradotto un <a href="http://www.centenaro.it/2008/10-modi-per-usare-linkedin/" title="10 modi per usare LinkedIn di Guy Kawasaki" target="_blank">articolo di Kawasaki</a> su questo strumento, vediamo qui di seguito alcune altre strategie:</p>
<h4>Blog</h4>
<p>Il principe di questi strumenti è sicuramente il Blog, il passaparola con gli steroidi come diceva <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yossi_Vardi" title="Yossi Vardi" target="_blank">Yossi Vardi</a>, il guru Israeliano di Internet.<br />
Con i Blog puoi ad esempio:</p>
<ul>
<li>Farti trovare (visto che sono molto considerati dai motori di ricerca e appaiono spesso nei loro risultati).</li>
<li>Aggregare una comunità di appassionati dello stesso argomento.</li>
<li>Creare relazioni con i tuoi clienti e con la competizione.</li>
<li>Evangelizzare circa gli argomenti relativi alla tua passione o il settore in cui lavori.</li>
<li>Aggregare i tuoi clienti, che possono incontrarsi tramite il tuo sito.</li>
</ul>
<h4>Media Sharing</h4>
<p>Un&#8217;altra importante strategia è il Media Sharing.<br />
In questo contesto significa condividere e dimostrare &#8220;authority&#8221; sulla tua passione.<br />
Tipicamente tramite YouTube e <a href="http://www.slideshare.net" title="slideshare" target="_blank">Slideshare</a> e <a href="http://www.docstoc.com" title="docstoc" target="_blank">DocStoc.com</a>.<br />
Con questi siti puoi:</p>
<ul>
<li>Attrarre visitatori al tuo Blog.</li>
<li>Evangelizzare su argomenti di interesse.</li>
<li>Creare meccanismo virale che diffonde il messaggio tramite il contenuto di un video o di una presentazione.</li>
<li>Incrementare la tua notorietà.</li>
<li>Conoscere nuovi appassionati, esperti o possibili clienti.</li>
<li>Posizionarsi come esperto del settore.</li>
</ul>
<p>Ad esempio, puoi fare come Mike Wesch, della Kansas State University, che studia l’interazione tra i media e l’uomo. Nel suo canale su YouTube condivide alcuni interessanti video.<br />
Tra questi il celebre “<a href="http://youtube.com/watch?v=NLlGopyXT_g" title="The Machine is Us/ing Us di Mike Wesch su YouTube" target="_blank">The Machine is Us/ing Us</a>”, vista, nelle sue varie versioni, da più di due milioni di persone!<br />
Puoi anche imitare Brian Solis di <a href="http://www.briansolis.com/index.htm" title="Il Blog di Brian Solis" target="_blank">PR2.0</a> che condivide i suoi eBook in PDF via <a href="http://tinyurl.com/3dz8mv" title="docstoc" target="_blank">DocStoc</a>.<br />
Per fare un esempio nostrano ti segnalo un bel video in cui <a href="http://it.youtube.com/watch?v=_L6SIww-8XQ" title="docstoc" target="_blank">Johnnie Maniero</a> provoca la Blogosfera sul tema &#8220;esiste o non esiste il Web2.0&#8243;.<br />
Secondo me un tema un po&#8217; sterile, ma dopo aver visto il suo video, ho anche visitato il suo sito <a href="http://980km.com/" title="980km.com" target="_blank">980km.com</a> trovandolo interessante.</p>
<h4>LifeStream</h4>
<p>Un modo per permettere ai tuoi <em>peer</em> di tracciare la tua attività online tramite le strategie precedenti è il LifeStream (da torrente in inglese), chiamato anche Personal Feed.<br />
Tra questi i migliori (per me) sono <a href="http://www.plaxo.com/" title="Plaxo Pulse" target="_blank">Plaxo Pulse</a>, privato ai soli utenti di Plaxo e <a href="http://friendfeed.com/centenaro" title="Il mio profilo FriendFeed" target="_blank">FriendFeed</a>, che se vuoi può essere totalmente pubblico.<br />
E&#8217; davvero il modo migliore per tenere traccia dell&#8217;attività online dei tuoi amici e per farti seguire.<br />
Scoble ne parla in <a href="http://scobleizer.com/2008/03/31/where-has-scoble-gone/" title="Scoble su FriendFeed" target="_blank">un suo recente articolo</a>.</p>
<p>Insomma, tutte strategie per far parlare (bene?) di te che sfruttano i servizi offerti dal Web2.0.<br />
Altri metodi prevedono il Microblogging (tipo Twitter), il Social BookMarking, lo sviluppo di applicazioni, Widget, contribuire all&#8217;OpenSource o fornire servizi gratuiti, come fa Mario Menti con il suo <a href="http://www.twitterfeed.com/" title="Il servizio gratuito per aggiungere altri Feed su Twitter di Mario Menti" target="_blank">TwitterFeed</a>.</p>
<p>Siamo nel 2008 e il tema deve essere molto sentito visto che esistono addirittura delle <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/pulitori-online/pulitori-online/pulitori-online.html"  title="pulitori di reputazione online" target="_blank">aziende che si occupano di ripulire la reputazione</a> online di chiunque ne faccia richiesta (dietro lauta ricompensa ovviamente).</p>
<p>E sempre nel 2008 Fastcompany torna a parlare di Personal Branding, questa volta applicata alla politica e in ottica Web2.0, tramite un articolo intitolato &#8220;<a href="http://www.fastcompany.com/magazine/124/the-brand-called-obama.html?page=0%2C1"  title="La Marca chiamata Obama" target="_blank">The Brand Called Obama</a>&#8220;, in cui parla della strategia Internet del possibile futuro candidato presidenziale democratico.</p>


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