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	<title>Il Blog di Luigi Centenaro &#187; Stefano Bendandi</title>
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	<description>Personal Branding Strategist</description>
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		<title>Social media: come sfruttarli proteggendo la nostra privacy?</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 07:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Centenaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personal Branding Online]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Bendandi]]></category>

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<p>Stefano Bendandi è un Blogger e un avvocato che ho conosciuto grazie ai miracoli del Social Networking. Fa parte di ANDIP (Associazione Nazionale Difesa della Privacy) ed è socio AIPSI (Associazione Italiana dei Professionisti della Sicurezza Informatica &#8211; ISSA Italian Chapter) ed ANIP (Associazione Nazionale Informatici Professionisti).
Ha pubblicato un interessantissimo eBook sulla tutela della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class='fb-like'><iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.centenaro.it%2F2008%2Fsocial-media-come-sfruttarli-proteggendo-la-nostra-privacy%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=65&amp;font=lucida+grande' scrolling='no' frameborder='0' allowTransparency='true' style='border:none; overflow:hidden; width:450px; height:65px'></iframe></p><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p>Stefano Bendandi è un Blogger e un avvocato che ho conosciuto grazie ai miracoli del Social Networking. Fa parte di ANDIP (Associazione Nazionale Difesa della Privacy) ed è socio AIPSI (Associazione Italiana dei Professionisti della Sicurezza Informatica &#8211; ISSA Italian Chapter) ed ANIP (Associazione Nazionale Informatici Professionisti).<br />
Ha pubblicato un interessantissimo eBook sulla <a href="http://www.stefanobendandi.com/pubblicazioni.php">tutela della privacy nelle attività di marketing e promozionali</a>, che consiglio vivamente.<br />
Ho ritenuto quindi doverso dargli uno spazio sul 100Log per un argomento molto importante:</p>
<h4>La gestione della privacy sui Social Media</h4>
<p>Chiunque utilizza le reti od i media sociali, ormai disponibili in grande abbondanza e varietà, in un ottica di personal branding, come l&#8217;ebook &#8220;<a class="downloadlink" href="http://www.centenaro.it/download/Personal_Branding_con_i_Social_Media.pdf" title="Version 3.3 downloaded 13077 times" >Personal Branding con i Social Media</a>&#8221; di Luigi ci insegna, o anche soltanto per fare la conoscenza online di altre persone, si sarà certamente reso conto che una delle loro principali caratteristiche è basata sul paradigma della condivisione verso l&#8217;esterno delle informazioni.<br />
Questo aspetto di condivisione ha una duplice sfaccettatura:</p>
<p>    * agevola la socializzazione perchè, attraverso la pubblicazione di informazioni, favorisce l&#8217;instaurarsi di relazioni tra individui accomunati dagli stessi interessi personali o professionali<br />
    * riguarda spesso dati personali (indirizzi, recapiti telefonici od elettronici, dati anagrafici, ecc&#8230;) od informazioni relative ad azioni od attività che un individuo compie nell&#8217;ambito della sua vita online</p>
<p>In alcuni casi, o nell&#8217;ambito di particolari piattaforme, l&#8217;aspetto della diffusione di informazioni è così preponderante ed immediato da assumere una connotazione, per così dire, di viralità, concetto che, giustamente, richiama le caratteristiche diffusive proprie della categoria dei virus informatici.</p>
<p>Poichè l&#8217;utilizzo dei social media coinvolge direttamente i nostri dati personali è naturale aspettarsi che questi ultimi siano gestiti lecitamente e correttamente nel rispetto delle disposizioni di legge, anche comunitarie, applicabili. Tale questione riguarda però principalmente i fornitori dei servizi ed esula comunque dalle finalità di questo post.</p>
<p><strong>Rischi</strong><br />
Ciò su cui si vuole invece richiamare l&#8217;attenzione è che pubblicare indiscriminatamente e con abbondanza di dettagli informazioni relative alla sfera personale o professionale comporta dei rischi e può avere delle conseguenze dannose a vari livelli:</p>
<p>    * furti di identità: ricostruire l&#8217;identità di un soggetto, partendo dai suoi stessi dati, può essere a volte un vero e proprio gioco da ragazzi<br />
    * attacchi di ingegneria sociale: l&#8217;abbondanza di informazioni, socialmente affidabili in quanto fornite dagli stessi interessati, costituisce un autentico tesoro cui gli aggressori possono attingere per confezionare attacchi altamente personalizzati<br />
    * attacchi alla reputazione, persecuzione (stalking), minacce, ricatti, spamming: dati di ubicazione e recapiti elettronici, atteggiamenti ed opinioni espressi online possono catalizzare l&#8217;attenzione dei nostri potenziali nemici con la stessa facilità con la quale attirano potenziali contatti amichevoli<br />
    * perdita di chance od opportunità professionali: molti cacciatori di teste o potenziali clienti possono &#8220;celarsi&#8221; all&#8217;interno delle reti sociali e trarre dai comportamenti e dalle opinioni espresse online utili indicazioni per comprendere gli aspetti caratteriali di chiunque, valutarne la credibilità, l&#8217;affidabilità, ecc&#8230; con risvolti, non sempre immediatamente intuibili, sotto il profilo lavorativo/professionale<br />
    * aumento della sfera di controllo della nostra vita da parte di concorrenti, datori di lavoro (se non ci credete <a href="http://punto-informatico.it/2452394/PI/Brevi/beccato-dal-boss-facebook.aspx" target="_blank" >leggete qui</a>) e tutte le altre persone alle quali non faremmo mai avere così tante informazioni, se non dopo averle conosciute</p>
<p>Alcuni potrebbero obiettare che la maggior parte di questi rischi è adeguatamente controbilanciata da meccanismi di limitazione della visibilità dei dati, ma ciò non è purtroppo sempre vero per queste ragioni:</p>
<p>    * molto spesso le impostazioni predefinite in termini di privacy e visibilità dei dati sono piuttosto carenti e pochissimi utenti si preoccupano di valutarle attentamente e di modificarle<br />
    * i meccanismi di visibilità possono essere aggirati attraverso le connessioni dirette e tutti sanno con quanta facilità è possibile diventare &#8220;amici&#8221; di chiunque dimenticando, magari, che la foga di accrescere la propria visibilità in rete induce un atteggiamento superciale che non rientra nelle nostre normali abitudini</p>
<p><strong>Che fare allora?</strong><br />
E allora cosa possiamo fare dinanzi a questi rischi ? Dobbiamo per forza rinunciare agli innegabili vantaggi che i social media ci offrono ?<br />
Non necessariamente, però è opportuno cominciare ad adottare un atteggiamento prudente, ad esempio:</p>
<p>    * valutare preventivamente la rispondenza tra le caratteristiche di ogni singolo strumento e le esigenze concrete: se desidero soltanto fare nuove amicizie online è veramente utile che io mi iscriva ad un network orientato al business professionale ?<br />
    * valutare attentamente le funzionalità e l&#8217;impatto, in termini di privacy, di ogni piattaforma: che tipo di approccio caratterizza la singola piattaforma, relativamente al trattamento dei miei dati personali, e quali misure od accorgimenti essa offre a protezione di questi ultimi ?<br />
    * ridurre al minimo i dati e le informazioni pubblicate: qual&#8217;è l&#8217;insieme minimo di dati che devo rendere obbligatoriamente pubblico per accedere ai servizi offerti da una specifica piattaforma ?<br />
    * la modifica di tutte le impostazioni predefinite di privacy di ogni piattaforma o strumento: è realmente necessario che chiunque possa visualizzare il mio status online o conoscere l&#8217;ubicazione esatta in cui ho la residenza od il centro dei miei affari ?<br />
    * considerare con attenzione tutte le richieste di connessione diretta, a meno che non provengano da individui che conosciamo già di persona: nel mondo reale se qualcuno vuole entrare in contatto con noi non ci accertiamo prima di quali siano le sue reali motivazioni ?</p>
<p>Insomma occorre agire con un pò di buon senso, cum grano salis, come direbbero i saggi latini.<br />
Solo così si potranno ridurre effettivamente gli svantaggi dei social media, senza rinunciare ai loro aspetti positivi, nell&#8217;attesa di acquisire una maggiore dimestichezza e conoscenza di tutti gli aspetti di questi strumenti affascinanti.</p>
<p>Stefano Bendandi<br />
<a href="http://stefanobendandi.blogspot.com">http://stefanobendandi.blogspot.com</a></p>
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